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24.07.2026 11:38
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da Adnkronos

Lavoratori sanità privata e Rsa in presidio per il contratto: "Ci avete lasciato in mutande"

(Adnkronos) - "Ci avete lasciato in mutande". Tra indumenti intimi simbolicamente stesi all'aria e striscioni a tema, è questo lo slogan del presidio nazionale in corso a Roma davanti al ministero della Salute, promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp "per dare voce alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata e delle Rsa che attendono da troppo tempo il rinnovo dei contratti collettivi nazionali".

Dichiarano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi: "Dopo anni di rinvii, incontri interlocutori e dichiarazioni di principio, ci aspettiamo finalmente un segnale di discontinuità. Non bastano più gli impegni: servono decisioni concrete",

"Rispettivamente da 8 e 14 anni, 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti continuano a garantire un servizio pubblico essenziale senza un contratto rinnovato", ricordano i sindacalisti. "Chiediamo che Governo e Conferenza delle Regioni assumano finalmente un ruolo decisivo, introducendo regole certe sugli accreditamenti: chi eroga servizi pubblici con risorse pubbliche deve essere obbligato a rinnovare i contratti collettivi nazionali. È l'unico modo per impedire che il dumping contrattuale continui ad essere finanziato con soldi pubblici", è l'appello dei sindacato. "Non può esserci una sanità privata che continua a crescere sulle spalle di chi lavora", ribadiscono le sigle. "I dati diffusi dall'Area Studi Mediobanca - ribadiscono - parlano di un settore che nel 2024 ha raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del +22% rispetto al 2019. È evidente che le risorse e lo sviluppo del comparto devono tradursi anche nel rinnovo dei contratti, nella crescita dei salari e nella valorizzazione delle professionalità che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai cittadini. In considerazione di questo, è davvero inaccettabile che il Parlamento abbia escluso le lavoratrici e i lavoratori del socio-sanitario dall'indennità di vacanza contrattuale. Una scelta che rischia di alimentare ulteriormente i ritardi nei rinnovi e di penalizzare chi opera in un settore fondamentale del servizio sanitario".

"Il presidio rappresenta un nuovo passaggio di una mobilitazione che non si fermerà", avvertono Bozzanca, Chierchia e Longobardi: "Continueremo a sostenere questa vertenza fino a quando non arriveranno il rinnovo dei contratti, salari dignitosi e regole chiare sugli accreditamenti. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle Rsa non possono più aspettare".

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24.07.2026 11:38 2
lancio di agenzia
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Lavoratori sanità privata e Rsa in presidio per il contratto: "Ci avete lasciato in mutande"

Presidio nazionale a Roma davanti al ministero della Salute delle categorie Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp per chiedere il rinnovo dei contratti nazionali della sanità privata e delle Rsa. 300mila lavoratori in 8–14 anni senza rinnovo. Chiedono regole certe sugli accreditamenti e un ruolo decisivo di Governo e Regioni per fermare il dumping contrattuale. Il settore, in crescita, non può finanziare la sanità pubblica senza salari e contratti adeguati. Mobilitazione continua.

(Adnkronos) - "Ci avete lasciato in mutande". Tra indumenti intimi simbolicamente stesi all'aria e striscioni a tema, è questo lo slogan del presidio nazionale in corso a Roma davanti al ministero della Salute, promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp "per dare voce alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata e delle Rsa che attendono da troppo tempo il rinnovo dei contratti collettivi nazionali".

Dichiarano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi: "Dopo anni di rinvii, incontri interlocutori e dichiarazioni di principio, ci aspettiamo finalmente un segnale di discontinuità. Non bastano più gli impegni: servono decisioni concrete",

"Rispettivamente da 8 e 14 anni, 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti continuano a garantire un servizio pubblico essenziale senza un contratto rinnovato", ricordano i sindacalisti. "Chiediamo che Governo e Conferenza delle Regioni assumano finalmente un ruolo decisivo, introducendo regole certe sugli accreditamenti: chi eroga servizi pubblici con risorse pubbliche deve essere obbligato a rinnovare i contratti collettivi nazionali. È l'unico modo per impedire che il dumping contrattuale continui ad essere finanziato con soldi pubblici", è l'appello dei sindacato. "Non può esserci una sanità privata che continua a crescere sulle spalle di chi lavora", ribadiscono le sigle. "I dati diffusi dall'Area Studi Mediobanca - ribadiscono - parlano di un settore che nel 2024 ha raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del +22% rispetto al 2019. È evidente che le risorse e lo sviluppo del comparto devono tradursi anche nel rinnovo dei contratti, nella crescita dei salari e nella valorizzazione delle professionalità che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai cittadini. In considerazione di questo, è davvero inaccettabile che il Parlamento abbia escluso le lavoratrici e i lavoratori del socio-sanitario dall'indennità di vacanza contrattuale. Una scelta che rischia di alimentare ulteriormente i ritardi nei rinnovi e di penalizzare chi opera in un settore fondamentale del servizio sanitario".

"Il presidio rappresenta un nuovo passaggio di una mobilitazione che non si fermerà", avvertono Bozzanca, Chierchia e Longobardi: "Continueremo a sostenere questa vertenza fino a quando non arriveranno il rinnovo dei contratti, salari dignitosi e regole chiare sugli accreditamenti. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle Rsa non possono più aspettare".


Lavoratori sanità privata e Rsa in presidio per il contratto: "Ci avete lasciato in mutande"
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Lavoratori sanità privata e Rsa in presidio per il contratto: "Ci avete lasciato in mutande"

24.07.2026 11:38 2
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Presidio nazionale a Roma davanti al ministero della Salute delle categorie Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp per chiedere il rinnovo dei contratti nazionali della sanità privata e delle Rsa. 300mila lavoratori in 8–14 anni senza rinnovo. Chiedono regole certe sugli accreditamenti e un ruolo decisivo di Governo e Regioni per fermare il dumping contrattuale. Il settore, in crescita, non può finanziare la sanità pubblica senza salari e contratti adeguati. Mobilitazione continua.

(Adnkronos) - "Ci avete lasciato in mutande". Tra indumenti intimi simbolicamente stesi all'aria e striscioni a tema, è questo lo slogan del presidio nazionale in corso a Roma davanti al ministero della Salute, promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp "per dare voce alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata e delle Rsa che attendono da troppo tempo il rinnovo dei contratti collettivi nazionali".

Dichiarano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi: "Dopo anni di rinvii, incontri interlocutori e dichiarazioni di principio, ci aspettiamo finalmente un segnale di discontinuità. Non bastano più gli impegni: servono decisioni concrete",

"Rispettivamente da 8 e 14 anni, 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti continuano a garantire un servizio pubblico essenziale senza un contratto rinnovato", ricordano i sindacalisti. "Chiediamo che Governo e Conferenza delle Regioni assumano finalmente un ruolo decisivo, introducendo regole certe sugli accreditamenti: chi eroga servizi pubblici con risorse pubbliche deve essere obbligato a rinnovare i contratti collettivi nazionali. È l'unico modo per impedire che il dumping contrattuale continui ad essere finanziato con soldi pubblici", è l'appello dei sindacato. "Non può esserci una sanità privata che continua a crescere sulle spalle di chi lavora", ribadiscono le sigle. "I dati diffusi dall'Area Studi Mediobanca - ribadiscono - parlano di un settore che nel 2024 ha raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del +22% rispetto al 2019. È evidente che le risorse e lo sviluppo del comparto devono tradursi anche nel rinnovo dei contratti, nella crescita dei salari e nella valorizzazione delle professionalità che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai cittadini. In considerazione di questo, è davvero inaccettabile che il Parlamento abbia escluso le lavoratrici e i lavoratori del socio-sanitario dall'indennità di vacanza contrattuale. Una scelta che rischia di alimentare ulteriormente i ritardi nei rinnovi e di penalizzare chi opera in un settore fondamentale del servizio sanitario".

"Il presidio rappresenta un nuovo passaggio di una mobilitazione che non si fermerà", avvertono Bozzanca, Chierchia e Longobardi: "Continueremo a sostenere questa vertenza fino a quando non arriveranno il rinnovo dei contratti, salari dignitosi e regole chiare sugli accreditamenti. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle Rsa non possono più aspettare".

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